07 Giugno 2007


Il privilegio che nasce dall’essere fatto come me, è sapere già cosa mi farà bene o male senza necessariamente provarlo. Non so come sia possibile. A volte penso che la realtà potrebbe stupirmi e farmi sentire un gusto differente da quello atteso, ma la verità è che ad oggi non è mai successo e le cose diventano, in qualche modo, assolutamente prevedibili. E’ talmente naturale che penso che per tutti possa essere così, eppure, ad ogni incontro con il mondo che mi circonda, mi rendo conto di come questo non accada mai. Forse si tratta solo di capire tre cose fondamentali:

  • come si è
  • che cosa si vuole
  • come funzionano le cose
Mi rendo conto che i primi due punti di questo elenco siano assolutamente scontati ma la loro ovvia banalità stride nella contingenza con l’evidenza dei comportamenti delle persone. Falene che si bruciano attirate dalla luce. E’una facile generalizzazione certo. Non ho intenzione di portare esempi, quindi prendetela come dato di fatto. Qualora riusciate a mettere da parte l’atteggiamento difensivo proprio dell’orgoglio di chi si sente preso in causa e vi dedichiate all’osservazione dei comportamenti umani, allora potreste accorgervi di come questo accada più spesso di quello che pensiate.Io so esattamente come sono fatto e cosa voglio. Mi concentrerò su cosa voglio. Qualcosa di vero.Qualcosa di vero è per mia definizione qualcosa che esiste anche in assenza della mia volontà e del mio sguardo e che persiste nel tempo. Avete presente la domanda zen che recita “se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente cadere, fa rumore?”. Ecco. Per me, qualcosa di vero, è il rumore che esiste anche se nessuno lo sente. Ma non solo. E’ un rumore che rimane, incurante del tempo che passa. Dite che questo sia impossibile? In realtà non è vero. Secondo il principio di conservazione enunciato per primo da Lavoisier, “in natura, nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma”. Questo principio generale può essere applicato a molte grandezze fisiche quali la massa, l'energia, la carica elettrica, ecc. con le dovute precisazioni quali il fatto fondamentale, scoperto da Einstein, che, per esempio, massa ed energia si possono trasformare l'una nell'altra e viceversa (come avviene, per esempio,nelle reazioni nucleari).Perchè dico queste cose? Perché il rumore dell’albero che cade persisterà per sempre nel tempo, pur non rimanendo tale: cambierà di stato. Il rumore dell’albero che cade, altro non è che un forma di energia e pertanto, per la legge sopra riportata, ogni energia, una volta emessa, non si distrugge più semmai si trasforma e resta eterna nello spazio aereo. Qualcosa di vero per me, dunque, è qualcosa che esiste, a prescindere da me stesso e che permane nel tempo. Non necessariamente appunto rimanendo immutabile, ma anche cambiando forma, aspetto, consistenza. Ma che comunque, c’è. In questo senso, l’amore vero, non finisce mai.Io voglio qualcosa di vero. Questa consapevolezza nasce dal fatto che qualcosa di vero è l’unica cosa di cui ho bisogno e non perché io lo voglia, ma perché sono fatto così. Ci sono nato così. E’ una esigenza che scaturisce dalla mia natura. Non per tutti è così. Leopardi diceva “voglio un mondo che brilli, sia pur di luce falsa”. Penso che possa essere la frase che meglio riesce ad identificare le pulsioni alla base della società moderna: sulla scia dell’apparire per essere, oggi le persone cercano di essere per avere una scusa/ragione per apparire, in un gorgo fine a se stesso. Conoscendomi, posso sapere cosa mi farà male anche senza necessarimante provarlo. Tutto quanto avrà a che fare con queste logiche, in qualche maniera, finirà per ferirmi e so già, quindi, che me ne dovrò tener lontano. La consapevolezza salva. Sempre. 


30 commenti

  • anonimo

    giada

    siempre..hasta la victoria siempre
    come disse Lui.
    e tu che fai dove dormi, in veranda o vieni da me?
    Scritto il: 20/04/2008 17:16:03
  • anonimo

    .

    Fine. E in te resta il senso di una vita. Il tempo vero. La felicità totale. Il dolore più grande. La mancanza logorante. Il pensiero dominante. La frustrazione. Amore. Non il ricordo, ma la presenza, l%u2019essenza. Sono questo. Sei la mia natura. Il senso. Nessuno potrà mai avere di più. Ho tutto. Inizio.
    Scritto il: 20/11/2007 13:52:48
  • anonimo

    ma

    cos'è qui va tutto in decadenza??
    non blogghi qualche macro??
    ahahaah..
    son l'anonima con la quale hai condiviso il cesso in più vacanze...:D
    Scritto il: 08/11/2007 16:20:54
  • anonimo

    mmm

    et donc..
    nostalgique??
    tu arretes le temps?
    Scritto il: 24/10/2007 18:33:50
  • anonima, ma non vigliacca

    ^^

    e chi l'ha detto che non sia vero amore proprio perchè finisce? proprio quello che finisce?

    non basta saper amare, ma bisogna anche saper farSI amare. anche quando non si guarda o ad occhi volutamente chiusi. caspita, se è difficile!............


    meglio sperare che cada dal cielo. già.
    Scritto il: 22/08/2007 19:05:31
  • anonimo

    ?

    siamo all'8 di luglio ... è passato un mese dall'ultimo post ... che fai? dove sei?
    Scritto il: 08/07/2007 23:56:51
  • anonimo

    #

    i limiti, i frangenti identitari come li chiamava nonmiricordochi si, sono un pregio talvolta[lei si è ricreduta].è bene conoscerli.
    Ciao zio.
    Scritto il: 30/06/2007 16:08:09
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